Sulla costa orientale di Ibiza, nel complesso residenziale di Roca Llisa, una villa contemporanea si sviluppa lungo un terreno in forte pendenza attraverso tre volumi bianchi disposti a quote differenti. È Bellavista 11, la residenza progettata da Fran Silvestre Arquitectos che compare nella selezione delle abitazioni più apprezzate di ottobre 2026 pubblicata da Dezeen il 31 ottobre. L’edificio utilizza una geometria essenziale, costruita intorno a un sottile piano di calcestruzzo che accompagna il dislivello e definisce coperture, terrazze e ambienti abitativi.
Il progetto affronta una questione frequente nell’architettura residenziale delle zone costiere: realizzare una casa di dimensioni importanti su un versante inclinato, conservando un rapporto diretto con il paesaggio. La risposta dello studio valenciano consiste nel distribuire le funzioni lungo la discesa naturale del terreno, evitando di concentrare l’intera abitazione in un unico corpo edilizio dominante.
Completata nel 2026, Bellavista 11 a Ibiza è la prima delle sei residenze previste nel complesso The Roca Views. La sua configurazione permette di osservare come un linguaggio architettonico rigorosamente geometrico possa adattarsi a un luogo nel quale orientamento, quote e visuali condizionano direttamente la distribuzione interna.
Tre volumi distribuiti lungo il pendio
Il principio compositivo nasce da un elemento continuo che si piega seguendo l’andamento del terreno. Il calcestruzzo bianco definisce una successione di superfici prevalentemente orizzontali, raccordate attraverso cambiamenti di quota che organizzano le diverse parti dell’abitazione.
La documentazione progettuale indica uno spessore di 15 centimetri per il piano architettonico che caratterizza la composizione. È un dato riferito all’elemento descritto dallo studio e non permette, da solo, di ricostruire le caratteristiche di tutte le strutture portanti, dei solai o dei relativi sistemi di isolamento.
La casa si sviluppa attraverso tre livelli principali. Nella parte più alta si trovano l’accesso e il garage, una collocazione che consente di raggiungere la proprietà dalla quota superiore del lotto. Scendendo si incontra la zona giorno, con soggiorno, sala da pranzo e cucina organizzati in uno spazio aperto. La parte inferiore accoglie invece i cinque ambienti destinati al riposo.
Questa sequenza risponde a una logica funzionale precisa. L’ingresso si collega al sistema di accesso, mentre gli spazi maggiormente utilizzati durante il giorno occupano una posizione intermedia, direttamente connessa alle terrazze e alla piscina. Le camere vengono collocate più in basso, in una porzione dell’edificio maggiormente separata dalle attività comuni.
La disposizione di Bellavista 11 a Ibiza rende quindi il dislivello un elemento determinante per la distribuzione domestica. Gli spostamenti tra le varie funzioni coincidono con il passaggio da una quota all’altra, mentre la sezione dell’edificio assume un’importanza paragonabile a quella della pianta.
La superficie costruita riportata nel portfolio di Fran Silvestre Arquitectos è di circa 460 metri quadrati, su un lotto di circa 1.300 metri quadrati. La documentazione commerciale del complesso precisa valori rispettivamente di 462,71 e 1.303 metri quadrati. Le dimensioni collocano la residenza nel segmento delle ville di ampia superficie, pur in presenza di una composizione esterna caratterizzata da volumi bassi e allungati.
Il calcestruzzo bianco tra coperture, terrazze e ombra
Uno degli elementi più riconoscibili del progetto è la continuità visiva delle superfici bianche. Il disegno non affida l’identità dell’edificio a una facciata principale, ma alla successione dei piani che accompagnano il pendio e proseguono oltre gli ambienti chiusi.
Le coperture dei volumi inferiori contribuiscono alla formazione delle terrazze, mentre le superfici aggettanti creano zone riparate dall’esposizione diretta al sole. Il rapporto tra pieni e vuoti cambia progressivamente lungo la discesa, senza interrompere la continuità geometrica dell’insieme.
Il materiale dominante è il calcestruzzo bianco, scelto per costruire un’immagine architettonica coerente con la tradizione delle abitazioni intonacate dell’isola. Il riferimento all’architettura mediterranea emerge soprattutto nella gestione dell’ombra, nell’impiego di superfici chiare e nella presenza di spazi esterni protetti.
Non si tratta di una riproduzione delle costruzioni storiche di Ibiza. Le proporzioni, le grandi aperture vetrate e l’organizzazione dei volumi appartengono a un linguaggio contemporaneo, nel quale gli elementi decorativi sono quasi completamente assenti.
Il bianco assume anche una funzione nella percezione della luce. Le superfici chiare evidenziano le ombre prodotte dagli aggetti e rendono visibili le variazioni dell’illuminazione naturale durante la giornata. La geometria dei volumi permette così di distinguere le parti direttamente esposte al sole da quelle riparate.
Dal punto di vista ambientale, la presenza di aggetti può contribuire a limitare l’irraggiamento diretto delle superfici vetrate. La loro efficacia effettiva dipende tuttavia dall’orientamento, dalle dimensioni delle aperture, dalla stagione e dalle caratteristiche dei materiali impiegati.
Le informazioni pubblicate non sono sufficienti per quantificare il contributo delle singole soluzioni architettoniche ai consumi energetici dell’abitazione. È invece documentabile il ruolo della geometria nella creazione di aree ombreggiate e nella protezione degli spazi esterni.
Terrazze e piscina costruiscono il rapporto con il Mediterraneo
La relazione con il paesaggio rappresenta uno dei principali criteri organizzativi di Bellavista 11 a Ibiza. La distribuzione su più quote permette di ottenere punti di osservazione differenti e di orientare le parti dell’edificio verso porzioni specifiche del panorama.
Il progetto valorizza sia le visuali frontali sia quelle laterali. Una delle prospettive documentate guarda verso il Mediterraneo, nel tratto di costa compreso tra Clot d’en Llaudís e Punta del Puig Negre.
Questa scelta ha conseguenze concrete sulla forma dell’abitazione. I volumi non vengono semplicemente sovrapposti secondo una geometria ripetitiva, ma assumono posizioni capaci di sfruttare le condizioni offerte dal lotto.
Le terrazze costituiscono il principale collegamento tra ambienti interni e paesaggio. La zona giorno si apre verso lo spazio esterno e la piscina, mentre il livello delle camere dispone di un rapporto più raccolto con le superfici all’aperto.
La piscina privata, che occupa circa 40 metri quadrati secondo i dati del complesso residenziale, si inserisce nella sequenza discendente degli ambienti. La sua posizione accanto alla zona giorno rafforza la continuità funzionale tra soggiorno, terrazza e spazi destinati alla permanenza esterna.
Le grandi aperture scorrevoli in vetro riducono l’interruzione visiva tra interno ed esterno. I serramenti utilizzano profili sottili e sistemi di scorrimento poco evidenti, lasciando alle superfici orizzontali il compito di delimitare gli spazi.
L’ampiezza delle vetrate rende particolarmente importante il controllo dell’esposizione solare. Gli aggetti del piano superiore generano porticati e aree intermedie nelle quali è possibile mantenere un collegamento visivo con il panorama beneficiando della protezione della copertura.
Il risultato è un’alternanza di ambienti aperti, terrazze riparate e stanze completamente chiuse. La percezione del paesaggio cambia durante gli spostamenti all’interno della residenza, seguendo il percorso verticale dell’edificio.
Costruire su un terreno inclinato: le questioni architettoniche
La realizzazione di una casa su un pendio richiede decisioni differenti rispetto a quelle necessarie per un lotto pianeggiante. Il primo problema riguarda il rapporto tra la quota di accesso, il terreno naturale e i livelli abitabili.
Quando la differenza di altezza è significativa, concentrare tutti gli ambienti su un unico piano può richiedere sbancamenti importanti, riporti di terreno o sistemi di sostegno particolarmente estesi. Una distribuzione gradonata consente invece di articolare la costruzione su più quote, adattando la disposizione degli ambienti alle caratteristiche del versante.
Questo non significa che una casa sviluppata lungo un pendio richieda automaticamente meno lavori di scavo. La quantità di terreno movimentato dipende dalla conformazione geologica, dalle fondazioni, dalle opere di contenimento e dalle effettive quote di progetto.
Nel caso di Bellavista 11 a Ibiza, la scelta di articolare la costruzione in tre volumi permette di affrontare il dislivello attraverso la distribuzione delle funzioni. Il garage occupa la parte superiore, mentre gli ambienti principali vengono collocati progressivamente più in basso.
Un secondo problema riguarda la stabilità del terreno. Le fondazioni devono essere dimensionate in relazione alle caratteristiche geotecniche del sito, ai carichi dell’edificio e alla possibile presenza di spinte laterali. Anche il drenaggio assume un ruolo rilevante, perché l’acqua meteorica può accumularsi contro le parti interrate o seguire percorsi concentrati lungo il versante.
La documentazione architettonica disponibile non consente di descrivere nel dettaglio le fondazioni adottate, le opere di sostegno o i sistemi di smaltimento delle acque di Bellavista 11. Sarebbe quindi improprio attribuire alla residenza specifiche soluzioni ingegneristiche senza disegni esecutivi o relazioni tecniche.
La pendenza influenza anche l’accessibilità. Le abitazioni organizzate su diversi livelli devono garantire collegamenti praticabili tra ingresso, spazi comuni e camere. La presenza di scale comporta inevitabilmente una maggiore articolazione dei percorsi rispetto a un’abitazione sviluppata su un solo piano.
La scheda della residenza indica anche la presenza di un ascensore, elemento rilevante in una costruzione distribuita verticalmente. La documentazione pubblica non specifica però l’esatta estensione dei collegamenti serviti.
Un’ulteriore questione riguarda la relazione con gli edifici vicini. Nei contesti residenziali costruiti su versanti panoramici, l’altezza e la posizione di un volume possono interferire con la vista o con la riservatezza delle proprietà circostanti.
L’articolazione a quote differenti consente di studiare queste interferenze già nella fase di impostazione architettonica. Non garantisce automaticamente l’assenza di impatti, ma offre maggiori possibilità di differenziare l’orientamento delle aperture e delle terrazze.
Luce naturale e materiali negli spazi interni
L’interno di Bellavista 11 a Ibiza riprende la sobrietà dell’architettura esterna attraverso una selezione contenuta di materiali e colori.
Le pareti bianche dialogano con pavimenti in pietra naturale chiara ed elementi di falegnameria in legno. Le finiture in rovere introducono tonalità più calde, mentre i soffitti in tessuto teso contribuiscono a definire superfici continue.
La scelta mantiene un carattere unitario tra gli ambienti e permette alla luce di modificare la percezione degli spazi senza introdurre forti contrasti cromatici.
Le aperture di grandi dimensioni favoriscono l’ingresso dell’illuminazione naturale, ma il loro contributo deve essere considerato insieme alla profondità degli ambienti e alla presenza degli aggetti esterni.
Una vetrata ampia, infatti, non produce necessariamente condizioni di illuminazione uniforme. Le zone più vicine all’apertura ricevono generalmente una quantità maggiore di luce rispetto a quelle interne, mentre le coperture sporgenti possono limitare l’ingresso dei raggi solari diretti.
Nel progetto di Fran Silvestre, questi elementi sono integrati nella composizione architettonica. La continuità del piano bianco permette di costruire zone d’ombra all’esterno e, contemporaneamente, di mantenere una forte apertura visiva verso il paesaggio.
La documentazione della proprietà segnala inoltre la presenza di tende motorizzate, utilizzabili per regolare privacy e ingresso della luce naturale. È una soluzione che risponde all’esigenza di rendere più flessibile l’impiego degli ambienti nelle diverse ore della giornata.
Il rapporto tra luce e riservatezza assume particolare importanza nella zona notte. La collocazione delle camere nel volume inferiore consente di distinguere gli ambienti privati da quelli destinati alla convivialità, mentre le terrazze offrono spazi esterni con caratteristiche differenti rispetto all’area della piscina.
Bellavista 11 e il progetto delle sei ville The Roca Views
La residenza appartiene a un intervento più ampio che comprende sei abitazioni distribuite su altrettanti lotti a Roca Llisa. The Roca Views è stato progettato da Fran Silvestre Arquitectos secondo un linguaggio comune, ma con configurazioni adattate alle caratteristiche dei singoli terreni.
Il masterplan prevede due tipologie architettoniche, declinate in relazione alle differenti posizioni, agli orientamenti e alle visuali disponibili. La scelta risponde alla necessità di mantenere una riconoscibilità complessiva senza riprodurre esattamente la stessa disposizione su ogni lotto.
Bellavista 11 è la prima residenza completata del complesso, mentre la documentazione pubblica distingue le altre proprietà attraverso differenti stati di commercializzazione. Tali informazioni non permettono di stabilire automaticamente il livello di avanzamento edilizio di ciascuna villa.
Il progetto è stato documentato fotograficamente da Jesús Orrico, mentre il portfolio dello studio valenciano comprende anche disegni e planimetrie che consentono di leggere l’articolazione dei diversi livelli.
La casa presenta un’interessante differenza tra la percezione dall’interno e quella dal versante sottostante. Dagli ambienti abitativi, la successione delle superfici apre prospettive verso il mare; osservata dal basso, la costruzione cerca invece di mantenere leggibile il profilo inclinato del terreno.
Il rapporto con la topografia rimane quindi il principale elemento distintivo dell’intervento. Pur utilizzando forme rettangolari e superfici rigorosamente geometriche, la disposizione degli spazi dipende dalle condizioni fisiche del sito.
Le planimetrie e le sezioni pubblicate permettono di riconoscere questo rapporto anche al di là delle fotografie: la successione tra accesso, zona giorno, piscina e camere nasce dalla distribuzione delle quote e dalle differenti possibilità di orientamento.
Nel progetto di Bellavista 11 a Ibiza, la pendenza non viene cancellata attraverso la costruzione di un unico grande basamento orizzontale. Rimane invece riconoscibile nella disposizione dei tre volumi e nel percorso che collega le diverse parti della casa. È questa corrispondenza tra sezione architettonica e andamento del terreno a determinare la forma dell’edificio, prima ancora della scelta del bianco e dell’essenzialità delle facciate.

