Elettrodomestici e Smarthome

Home Assistant cambia i nomi dei dispositivi: nuove regole per le entità, automazioni al sicuro

Presa multipla intelligente con diverse uscite controllabili individualmente

Con la versione 2026.11, rilasciata il 4 novembre 2026, Home Assistant modifica il modo in cui vengono costruiti e visualizzati i nomi dei dispositivi e delle relative entità. La novità era stata anticipata il giorno precedente da Artur Pragacz, in un annuncio ufficiale dedicato alla revisione del sistema di denominazione. Gli identificativi tecnici già esistenti rimangono invariati, mentre alcune etichette visibili nelle dashboard e nelle schermate di configurazione possono cambiare automaticamente.

La distinzione è decisiva per comprendere la portata dell’aggiornamento. Una presa intelligente, un sensore di temperatura o un interruttore possono comparire con un nome diverso rispetto al passato, senza che questo comprometta le automazioni che li utilizzano. Home Assistant separa infatti la denominazione destinata alle persone dall’identificativo attraverso il quale il software riconosce un’entità.

La modifica arriva dopo un percorso di sviluppo durato diversi anni e, soprattutto, dopo una revisione imposta dalle osservazioni degli utenti. Una prima implementazione, prevista per la versione 2026.4, era stata ritirata prima del rilascio stabile. Durante i test, la comunità aveva segnalato problemi nella presentazione delle informazioni e situazioni nelle quali i nuovi nomi rendevano più difficile distinguere gli elementi.

Il lavoro successivo ha portato a regole più uniformi, a una gestione più articolata dei dispositivi composti da più elementi e a nuove possibilità di personalizzazione. Per i nomi dei dispositivi in Home Assistant, il cambiamento riguarda quindi il funzionamento quotidiano dell’interfaccia, ma richiede anche alcune verifiche nelle installazioni particolarmente personalizzate.

Perché Home Assistant ha cambiato le regole di denominazione

Il problema nasce dalla struttura stessa della piattaforma. Nelle prime versioni di Home Assistant esistevano principalmente le entità, cioè gli elementi software attraverso i quali leggere uno stato, rilevare una misura oppure comandare un dispositivo.

Un sensore doveva contenere nel proprio nome tutte le informazioni necessarie a riconoscerlo. Denominazioni come “Temperatura cucina” oppure “Consumo presa soggiorno” permettevano di distinguere sensori con la stessa funzione collocati in ambienti differenti.

Negli anni successivi il sistema si è arricchito di una struttura più precisa. Dal 2018 sono stati introdotti i registri delle entità e i dispositivi, mentre dal 2019 è diventato possibile organizzare gli elementi in aree. Nel 2024 si sono aggiunti ulteriori strumenti di classificazione, tra cui piani ed etichette.

Questa evoluzione ha creato una sovrapposizione. Le informazioni sulla posizione e sull’appartenenza di un sensore erano già disponibili nella configurazione, ma continuavano spesso a essere ripetute nel suo nome.

Il risultato poteva essere poco pratico. Spostando una presa intelligente dalla cucina al soggiorno, per esempio, era necessario correggere manualmente diverse denominazioni che contenevano ancora il riferimento alla vecchia stanza.

La nuova logica elimina questa duplicazione: ogni elemento viene denominato per ciò che rappresenta, mentre Home Assistant aggiunge automaticamente le informazioni di contesto quando servono.

Una presa può quindi chiamarsi “Macchina del caffè”, mentre le entità che misurano potenza ed energia possono essere denominate semplicemente “Potenza” ed “Energia”. Sarà l’interfaccia a combinare le informazioni quando occorre distinguere questi sensori da altri presenti nell’abitazione.

Il sistema può anche evitare ripetizioni superflue. Nella pagina dedicata alla macchina del caffè, dove il dispositivo è già identificato, le singole misure possono comparire con il solo nome della loro funzione.

Nome visualizzato e identificativo tecnico restano due elementi distinti

La revisione dei nomi dei dispositivi in Home Assistant richiede di distinguere tre concetti che nelle configurazioni precedenti potevano sovrapporsi: nome dell’entità, identificativo dell’entità e friendly name.

Il nome dell’entità descrive la funzione svolta. Nel caso di un sensore elettrico può essere “Potenza”, mentre per un rilevatore ambientale può essere “Temperatura”.

L’identificativo tecnico, indicato come entity_id, è invece il riferimento utilizzato dal sistema. Un esempio è sensor.cucina_presa_potenza, costruito secondo la sintassi prevista da Home Assistant.

Il friendly name è un attributo che fornisce una denominazione leggibile, storicamente utilizzata da componenti dell’interfaccia, modelli di configurazione e integrazioni personalizzate.

Con la versione 2026.11, Home Assistant introduce una composizione più coerente del nome visualizzato, utilizzando le informazioni associate all’entità e al dispositivo. Il friendly name viene mantenuto per compatibilità, ma non rappresenta più il riferimento principale per tutte le schermate.

La modifica del nome di un’entità non comporta automaticamente la modifica del suo entity_id. Quest’ultimo continua a identificare lo stesso elemento, indipendentemente dalla denominazione mostrata all’utente.

Questo significa che un’automazione configurata per accendere una luce attraverso un determinato identificativo continuerà a utilizzare quel riferimento anche se il nome visualizzato della lampada viene modificato.

Rimane comunque possibile intervenire manualmente sugli identificativi tecnici. Si tratta però di un’operazione differente dalla semplice rinomina: cambiando un entity_id, possono rendersi necessari aggiornamenti nei riferimenti presenti nelle configurazioni che lo utilizzano.

La documentazione ufficiale precisa inoltre che, dalla versione 2026.8, la generazione dei nuovi identificativi può utilizzare informazioni come area, dispositivo ed entità. La convenzione può essere personalizzata scegliendo quali elementi includere e in quale ordine. Le nuove regole di generazione non rinominano automaticamente gli identificativi già presenti.

Il feedback della comunità ha modificato il progetto iniziale

L’annuncio del 3 novembre attribuisce un ruolo esplicito ai test effettuati dalla comunità. La revisione inizialmente prevista per aprile 2026 aveva mostrato alcune difficoltà, soprattutto nelle schermate che non fornivano informazioni sufficienti per riconoscere con immediatezza dispositivi ed entità.

La nuova implementazione affronta il problema attraverso una presentazione contestuale. In una schermata che raccoglie sensori provenienti da tutta l’abitazione, il sistema può mostrare dispositivo e area di appartenenza. Nella pagina di un singolo dispositivo, invece, può limitarsi alla denominazione della funzione misurata.

Anche la gestione delle entità principali è stata chiarita.

Una presa intelligente utilizzata per comandare una macchina del caffè può avere un’entità che rappresenta la sua funzione fondamentale, cioè l’accensione e lo spegnimento. Attraverso l’opzione Main entity of the device, disponibile nelle impostazioni dell’entità, questa può assumere il nome del dispositivo senza aggiungere un’etichetta superflua.

La distinzione evita di dover assegnare lo stesso nome a più elementi. Se si desidera modificare la denominazione dell’apparecchio, è sufficiente rinominare il dispositivo; se invece si vuole cambiare il nome della grandezza misurata, si interviene sull’entità corrispondente.

Il confronto con gli utenti prosegue anche dopo il rilascio. Nella discussione pubblicata sul forum ufficiale il 3 novembre sono emerse domande sulle configurazioni MQTT, sull’assegnazione dei nomi e sul comportamento degli identificativi dopo eventuali modifiche alle aree. Sono questioni particolarmente rilevanti negli impianti con numerosi dispositivi configurati manualmente.

Dashboard: cosa cambia dopo l’aggiornamento

L’effetto più immediatamente visibile dei nuovi nomi dei dispositivi in Home Assistant riguarda le dashboard.

Le schede, le righe e i badge che non possiedono una denominazione impostata manualmente adottano le nuove regole di composizione. Un’entità precedentemente mostrata come “Consumo fascia ridotta” potrebbe quindi comparire come “Contatore elettrico Consumo fascia ridotta”, qualora appartenga a un dispositivo denominato “Contatore elettrico”.

Si tratta di un esempio illustrativo del comportamento previsto, non di una rinomina obbligatoria per tutte le installazioni.

Le etichette personalizzate già assegnate alle schede rimangono invece inalterate.

L’interfaccia consente inoltre di selezionare le informazioni da utilizzare nella denominazione, scegliendo tra entità, dispositivo, eventuale dispositivo principale, area e piano. È possibile modificarne l’ordine oppure inserire direttamente un testo personalizzato.

Le nuove regole si estendono anche alle pagine delle impostazioni, al registro delle attività, alle descrizioni delle automazioni, agli strumenti di sviluppo, alle configurazioni degli assistenti vocali e alle applicazioni Home Assistant per Android e iOS.

Questo ampliamento risponde a un’esigenza precisa: evitare che lo stesso elemento venga identificato in maniera differente nelle diverse sezioni della piattaforma.

Resta tuttavia una distinzione tra i componenti ufficiali e alcune schede personalizzate sviluppate dalla comunità. Queste ultime possono continuare a leggere il vecchio attributo friendly_name e mostrare quindi una denominazione diversa rispetto ai componenti integrati.

Le note di rilascio della versione 2026.11 confermano che gli sviluppatori hanno collaborato con gli autori di numerose schede personalizzate per favorire l’adeguamento. In presenza di discrepanze, può essere necessario aggiornare il componente interessato oppure impostare manualmente il nome visualizzato.

Automazioni e script continuano a funzionare, ma attenzione ai template

La compatibilità con le configurazioni esistenti è uno degli aspetti principali dell’annuncio.

Home Assistant ha confermato che gli identificativi delle entità esistenti non vengono modificati dalla migrazione. Automazioni, script, scene e dashboard che fanno riferimento a tali identificativi continuano quindi a individuare gli stessi elementi.

La revisione delle denominazioni non richiede, di conseguenza, di ricostruire le automazioni soltanto perché una lampada o un sensore viene mostrato con un nome differente.

Esiste però una situazione che merita attenzione: l’utilizzo dei nomi leggibili all’interno dei template.

Un modello impiegato per costruire una notifica potrebbe recuperare l’attributo friendly_name di un sensore e inserirlo nel messaggio. Dopo l’aggiornamento, tale attributo potrebbe non coincidere più con la denominazione utilizzata nelle schermate principali oppure cambiare in seguito a una successiva rinomina.

Per ridurre questa dipendenza, la documentazione raccomanda di utilizzare le funzioni entity_name(), device_name() e area_name(), che permettono di recuperare separatamente le informazioni necessarie.

Il vecchio attributo friendly_name rimane disponibile per compatibilità, ma è prevista la sua futura deprecazione e, successivamente, la rimozione. Non è stata annunciata una data definitiva per quest’ultimo passaggio.

La differenza tra funzionamento e presentazione assume quindi un significato concreto: un’automazione può continuare a eseguire correttamente un’azione, mentre una notifica generata attraverso un template può riportare un nome inatteso.

Le configurazioni che dipendono dal contenuto testuale di un attributo, anziché dall’identificativo tecnico dell’entità, richiedono per questo una verifica specifica.

Come vengono migrati i nomi già personalizzati

L’aggiornamento prevede una migrazione automatica dei nomi attribuiti manualmente in passato. Il risultato dipende dalla struttura della denominazione esistente.

Se un sensore appartenente al dispositivo “Macchina del caffè” è stato chiamato “Macchina del caffè Potenza”, Home Assistant può riconoscere il riferimento al dispositivo e conservarne soltanto la parte specifica, “Potenza”. L’interfaccia ricompone poi il nome completo quando necessario.

Il risultato visibile rimane sostanzialmente equivalente a quello precedente.

Diversa è la situazione di un’entità chiamata “Macchina del caffè” che appartiene a un dispositivo ancora denominato “Presa intelligente 3”. In questo caso, il sistema può mostrare “Presa intelligente 3 Macchina del caffè”, perché interpreta il nome dell’entità come indipendente da quello del dispositivo.

L’intervento suggerito consiste nel rinominare il dispositivo in “Macchina del caffè” e, quando appropriato, impostare l’interruttore come entità principale.

Questa migrazione costituisce uno dei punti più delicati della revisione dei nomi dei dispositivi in Home Assistant. Una denominazione che prima appariva corretta può diventare ridondante senza che sia stato modificato alcun identificativo tecnico.

Gli utenti che hanno costruito sistemi di denominazione molto articolati possono quindi incontrare più differenze rispetto a chi utilizza i nomi assegnati automaticamente dalle integrazioni.

La piattaforma conserva inoltre i precedenti nomi come alias per le entità esposte agli assistenti vocali Assist, Alexa e Google Assistant, così da mantenere operativi i comandi già utilizzati.

Dispositivi secondari: la novità per prese multiple e apparecchi complessi

La revisione introduce anche una gestione più dettagliata dei dispositivi composti da elementi indipendenti.

Una multipresa intelligente dotata di quattro uscite può essere rappresentata attraverso un dispositivo principale e quattro dispositivi secondari, ciascuno con le proprie entità.

Ogni presa può ricevere una denominazione specifica e una propria assegnazione a un’area. È quindi possibile distinguere una presa utilizzata per una lampada da quella che alimenta un altro apparecchio, anche quando entrambe appartengono fisicamente alla stessa multipresa.

Questa struttura permette di associare le informazioni al singolo elemento anziché ripetere continuamente il nome del dispositivo principale.

Il supporto, tuttavia, non è ancora universale. La versione 2026.11 comprende questa funzionalità nelle integrazioni Z-Wave, MQTT ed ESPHome, oltre che in alcuni dispositivi Tuya e in altre integrazioni. L’estensione a Matter e ZHA è ancora in corso.

La documentazione chiarisce un limite operativo: la creazione dei dispositivi secondari dipende dall’integrazione che gestisce l’apparecchio. L’utente non può aggiungere o modificare liberamente questa struttura quando l’integrazione non la supporta.

L’introduzione dei dispositivi secondari risolve quindi una parte importante delle difficoltà di denominazione, ma la sua diffusione dipenderà dall’adeguamento progressivo delle diverse integrazioni.

Quali verifiche effettuare nelle installazioni esistenti

Dopo l’aggiornamento alla versione 2026.11, il controllo più utile riguarda le schermate nelle quali i nomi vengono generati automaticamente.

È opportuno esaminare soprattutto le dashboard con numerose schede prive di etichette personalizzate, perché sono quelle nelle quali possono comparire denominazioni più lunghe o ripetitive.

Un’attenzione particolare va riservata alle entità rinominate in passato senza modificare il dispositivo di appartenenza. In queste situazioni la nuova composizione del nome può rendere visibili incongruenze che prima rimanevano nascoste.

Per correggere un’entità è possibile accedere alla sezione Impostazioni, Dispositivi e servizi, Entità, selezionare l’elemento interessato e modificarne la denominazione nelle relative impostazioni.

La verifica delle automazioni richiede un criterio diverso. Non è necessario modificare quelle che continuano a utilizzare gli identificativi esistenti, mentre è opportuno controllare notifiche, template e componenti personalizzati che ricavano informazioni dall’attributo friendly_name.

Occorre inoltre distinguere la rinomina di un dispositivo dalla ricreazione dei suoi identificativi. Home Assistant mette a disposizione una funzione specifica per rigenerare gli entity_id secondo le convenzioni correnti, ma questa operazione è separata dalla migrazione dei nomi visualizzati e può produrre riferimenti differenti da quelli precedentemente utilizzati.

L’obiettivo dichiarato del progetto è ridurre il lavoro manuale necessario per mantenere ordinata una configurazione domestica. Il risultato, almeno nella prima fase, dipenderà anche dalla capacità delle singole integrazioni e dei componenti personalizzati di utilizzare correttamente la nuova struttura.

La modifica introdotta con Home Assistant 2026.11 è già operativa, mentre il progressivo abbandono del friendly_name e l’estensione dei dispositivi secondari rimangono interventi successivi. Per le installazioni che fanno ampio uso di template e dashboard personalizzate, questi due sviluppi saranno i principali elementi da seguire nei prossimi aggiornamenti.