La luce modifica la percezione di un ambiente attraverso il modo in cui incontra le superfici, attraversa i materiali e mette in relazione gli arredi con l’architettura. È il tema centrale del sesto numero di Edra Magazine, la pubblicazione dell’azienda italiana di design presentata nell’ottobre 2026 a Palazzo Durini, a Milano. Il progetto editoriale, approfondito il 27 ottobre dalla rivista internazionale designboom, esamina questa relazione attraverso fotografie di architetture, abitazioni private e contributi dedicati al rapporto tra materia e visione.
Edra Magazine numero sei sviluppa un percorso nel quale l’illuminazione diventa uno strumento per interpretare gli spazi abitati. La ricerca coinvolge materiali differenti, dalle superfici riflettenti ai rivestimenti tessili, e osserva come la loro interazione con la luce possa modificare la profondità percepita, la leggibilità delle forme e l’atmosfera degli interni.
Il volume, intitolato Edra MAGAZINE – Our Point of View n. 6, è curato editorialmente da Laura Arrighi, con progetto grafico e regia fotografica di Stefano Pasqualetti. La pubblicazione comprende interventi di progettisti, studiosi e autori che affrontano il tema da prospettive differenti, affiancando la riflessione teorica alla documentazione fotografica di luoghi realmente esistenti.
Come luce e materiali modificano la percezione degli interni
Una superficie non restituisce sempre lo stesso aspetto nelle diverse condizioni di illuminazione. La direzione della luce, la sua intensità e le caratteristiche del materiale determinano la distribuzione delle ombre, la presenza di riflessi e la leggibilità delle texture.
Il vetro e il cristallo possono trasmettere e rifrangere la luce, producendo effetti differenti a seconda della geometria e della lavorazione. Le superfici metalliche lucide generano riflessi più evidenti, mentre quelle opache diffondono maggiormente la componente riflessa. I tessuti presentano comportamenti ancora diversi, legati alla struttura delle fibre, alla trama e alla finitura.
Queste proprietà incidono direttamente sulla progettazione degli interni. Una parete chiara e opaca può contribuire a distribuire la luminosità nell’ambiente, mentre una superficie specchiante introduce immagini riflesse che possono modificare la percezione dei confini e delle distanze. La pietra naturale, soprattutto quando presenta lavorazioni irregolari, rende visibile la propria texture attraverso le variazioni di luce e ombra.
La questione interessa anche gli arredi. La stessa seduta può apparire visivamente compatta sotto una luce uniforme oppure evidenziare maggiormente volumi, cuciture e curvature quando viene illuminata lateralmente. Il materiale rimane invariato, ma cambia il modo in cui viene percepito.
In Edra Magazine numero sei, questa relazione viene affrontata attraverso materiali presenti nelle collezioni dell’azienda, tra cui policarbonato, cristalli, specchi, metalli e filati. La loro capacità di assorbire, riflettere o lasciare attraversare la luce costituisce una componente del linguaggio progettuale, che prosegue anche quando l’oggetto viene collocato in un ambiente architettonico.
Il contributo dei designer e la ricerca sulle superfici
Tra gli approfondimenti presenti nella pubblicazione compare il contributo di Silvana Annicchiarico, dedicato al rapporto tra luce e collezione Edra. Il testo, intitolato Light and the Forms of the Visible, considera gli oggetti di design attraverso le trasformazioni percettive prodotte dall’illuminazione.
Uno degli esempi esaminati è il tavolo Phantom di Jacopo Foggini, la cui presenza visiva cambia in relazione al punto di osservazione e alle condizioni luminose. La trasparenza del materiale e la configurazione della superficie contribuiscono a rendere meno stabile la percezione del volume rispetto a quella di un arredo completamente opaco.
L’analisi riguarda anche le opere dei fratelli Fernando e Humberto Campana, nelle quali l’impiego di elementi riflettenti introduce una particolare frammentazione delle immagini. Annicchiarico prende in esame, tra gli altri, Miraggio, Jubilé, Scrigno e Brasilia, soffermandosi sul modo in cui gli specchi interrompono la continuità delle superfici e moltiplicano i punti di vista.
La riflessione permette di distinguere due modalità progettuali. Nel primo caso la luce attraversa o rende parzialmente trasparente l’oggetto, modificandone la consistenza visiva. Nel secondo viene riflessa da superfici composte da elementi differenti, producendo immagini frammentate che dipendono dalla posizione dell’osservatore.
Il numero comprende inoltre contributi di Jacopo Foggini e Francesco Binfaré. Quest’ultimo affronta con Giampaolo Grassi il rapporto tra luce, visione e interpretazione della realtà. Pierluigi Masini sviluppa invece una lettura storico-artistica, mentre Patrizia Piccinini, Chiara Pasqualetti Johnson, Jasmin Jouhar e l’architetta e designer Chiara Tassano completano il percorso attraverso ulteriori contributi editoriali.
La presenza di queste voci colloca Edra Magazine numero sei in una dimensione che supera la semplice presentazione delle collezioni. Gli oggetti vengono considerati all’interno di un ragionamento sullo spazio e sulle condizioni che ne determinano la percezione.
Dall’Austria alla Franciacorta, tre architetture raccontate attraverso la luce
Una parte significativa del magazine è dedicata a edifici e luoghi nei quali l’illuminazione assume caratteristiche strettamente legate ai materiali impiegati.
Il percorso comprende gli Swarovski Kristallwelten di Wattens, in Austria, dove il cristallo costituisce un elemento centrale nell’esperienza visiva. La moltiplicazione dei riflessi e la rifrazione della luce contribuiscono a costruire ambienti nei quali i confini degli oggetti risultano meno immediati da riconoscere.
Il riferimento alla Wunderkammer, la camera delle meraviglie, permette di leggere questi spazi attraverso una tradizione espositiva che attribuisce agli oggetti e alla loro disposizione un ruolo nella costruzione dello stupore visivo. L’illuminazione interviene in questa esperienza attraverso la capacità del cristallo di modificare il percorso della luce.
Un’altra ambientazione documentata è la cantina Ca’ del Bosco, in Franciacorta. Qui il magazine osserva il rapporto tra le bottiglie di vetro e la grande cupola, valorizzata dalla luce che interagisce con le superfici vetrate.
Il vetro introduce una qualità visiva diversa rispetto a quella delle superfici architettoniche opache. La successione degli elementi e i loro riflessi contribuiscono alla percezione complessiva dello spazio, senza modificare la funzione originaria dell’ambiente.
L’Ambasciata d’Italia a Berlino offre un terzo caso di studio. La luce naturale attraversa gli interni e dialoga con l’architettura, le opere d’arte e gli arredi Edra presenti negli ambienti.
Questi esempi non rappresentano nuovi prodotti presentati per l’occasione. Sono luoghi reali selezionati e fotografati per sviluppare il tema editoriale del volume, mostrando come l’illuminazione possa assumere un ruolo diverso in rapporto alla destinazione d’uso e alle caratteristiche dei materiali.
Saint-Tropez, Ostuni e Ibiza: tre abitazioni e tre rapporti con il paesaggio
La ricerca prosegue attraverso tre residenze private, ciascuna caratterizzata da una diversa relazione tra costruzione, materiali e contesto naturale.
A Saint-Tropez, il rapporto tra ambienti interni ed esterni costituisce uno degli elementi principali della lettura architettonica. Le aperture e la continuità visiva con il paesaggio permettono di considerare la luce naturale come parte dell’organizzazione degli spazi.
La presenza di ampie superfici vetrate, visibili nella documentazione fotografica, introduce una relazione diretta tra illuminazione interna e condizioni esterne. Il paesaggio contribuisce così alla percezione dell’abitazione, mentre le variazioni della luce durante la giornata possono modificare l’aspetto degli ambienti.
La residenza nella campagna di Ostuni presenta caratteristiche differenti. La pietra, i muri bianchi e gli ulivi costituiscono gli elementi attraverso i quali viene raccontato il rapporto tra costruzione e territorio.
Nell’architettura mediterranea, le superfici chiare riflettono una parte consistente della radiazione luminosa, mentre gli elementi ombreggianti contribuiscono a modulare l’esposizione al sole. Il contrasto tra zone illuminate e ombre profonde rende particolarmente leggibili gli spessori murari, le aperture e le caratteristiche materiche dell’edificio.
Il terzo esempio conduce a Ibiza, in una villa brutalista affacciata sul mare. Qui il cemento assume un ruolo centrale nella definizione degli spazi, attraverso superfici e volumi che dialogano con la luminosità del paesaggio costiero.
Rispetto alla pietra e agli intonaci bianchi della casa pugliese, il calcestruzzo presenta una diversa risposta visiva. La sua texture può diventare particolarmente evidente quando la luce raggiunge le superfici con un’angolazione radente, facendo emergere irregolarità e segni della lavorazione.
Le tre abitazioni documentate in Edra Magazine numero sei permettono quindi di osservare come la progettazione degli interni dipenda anche dalle condizioni del luogo. L’esposizione solare, la presenza del paesaggio e le caratteristiche dell’involucro architettonico influenzano il modo in cui materiali e arredi vengono percepiti.
Le fotografie di queste residenze costituiscono parte del racconto editoriale e non documentano necessariamente nuove realizzazioni o allestimenti commerciali.
Il rapporto tra fotografia, architettura e racconto editoriale
La fotografia occupa una posizione rilevante nel progetto. Le immagini degli ambienti permettono di osservare il comportamento della luce sulle superfici e di confrontare materiali e configurazioni architettoniche differenti.
La documentazione fotografica, tuttavia, introduce anche un ulteriore livello di interpretazione. L’esposizione, il punto di ripresa e la composizione dell’inquadratura influenzano il modo in cui uno spazio viene rappresentato.
Una superficie riflettente può assumere un ruolo dominante in una fotografia costruita attorno ai suoi riflessi. Allo stesso modo, un ambiente caratterizzato da materiali opachi può essere raccontato privilegiando la distribuzione delle ombre o il rapporto tra volumi illuminati e zone meno visibili.
La fotografia di architettura rende quindi riconoscibili alcune qualità degli spazi, ma non restituisce necessariamente l’intera esperienza percettiva di chi li attraversa. La luce naturale varia nel corso della giornata, mentre le immagini fissano condizioni luminose e prospettive specifiche.
La regia fotografica di Stefano Pasqualetti contribuisce alla coerenza del progetto editoriale, mettendo in relazione ambientazioni diverse attraverso un tema comune. Nel reportage pubblicato da designboom compaiono anche fotografie attribuite a Pietro Savorelli e Mattia Aquila, legate ad alcuni degli spazi documentati.
Questa impostazione avvicina la pubblicazione a un volume di approfondimento sul design, nel quale il materiale fotografico partecipa alla costruzione del contenuto insieme ai testi.
Casa Italia Milano Cortina 2026 e la serata al Teatro alla Scala
Accanto alla ricerca su luce e materiali, il sesto numero ripercorre alcune iniziative di Edra nel corso del 2026.
Tra queste compare la partecipazione a Casa Italia durante i Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026. L’azienda è stata Official Partner del CONI, proseguendo una collaborazione avviata nel 2016.
La pubblicazione documenta la presenza degli arredi negli spazi di accoglienza di Milano, Cortina d’Ampezzo e Livigno. Si tratta di ambienti con funzioni differenti rispetto alle abitazioni private, nei quali il design viene inserito all’interno di un progetto di ospitalità e rappresentanza.
Un altro episodio riguarda l’Edra Evening of Honour, organizzato il 23 aprile 2026 al Teatro alla Scala di Milano e dedicato ai fratelli Campana. L’evento ha riunito musica, danza e arredi in una performance artistica, utilizzando il palcoscenico teatrale come spazio espressivo.
Il volume dedica inoltre attenzione alle attività di Edra Palazzo Durini, a Milano, attraverso mostre, pubblicazioni e iniziative che coinvolgono i collaboratori dell’azienda.
Questi contenuti integrano la ricerca principale con una documentazione delle attività culturali e istituzionali legate al marchio, mantenendo distinta la presentazione degli eventi dall’analisi delle architetture.
Un progetto editoriale disponibile anche in formato digitale
Edra Magazine numero sei è stato presentato a Milano come prosecuzione del progetto Our Point of View, attraverso il quale Edra racconta la propria storia, i progetti e il rapporto tra le collezioni e gli spazi abitativi.
La pubblicazione è disponibile in formato cartaceo presso i rivenditori autorizzati e attraverso il sito dell’azienda, dove sono consultabili anche la versione PDF e gli articoli digitalizzati.
Sono previste tre edizioni linguistiche: italiano-inglese, inglese-francese e inglese-tedesco. La scelta permette di distribuire i contenuti presso un pubblico internazionale composto da professionisti, progettisti e appassionati di design.
L’impostazione del volume attribuisce particolare importanza alla permanenza dei contenuti nel tempo. Le architetture fotografate, gli approfondimenti sui materiali e i contributi degli autori possono essere consultati indipendentemente dal calendario delle presentazioni e degli eventi.
Il testo di Silvana Annicchiarico, disponibile anche in versione digitale, offre un esempio concreto di questa impostazione: l’analisi di Phantom, Miraggio, Jubilé, Scrigno e Brasilia permette di esaminare il rapporto tra proprietà fisiche dei materiali e percezione degli oggetti, utilizzando progetti esistenti come riferimenti.
È una distinzione rilevante per comprendere il valore editoriale del sesto numero. Le fotografie raccontano condizioni specifiche di illuminazione, mentre gli approfondimenti spiegano perché un materiale trasparente, una superficie frammentata o una particolare texture possano cambiare il modo in cui un arredo viene osservato e interpretato all’interno dello spazio.

